Riccione in lutto, è morto Italo Castellani.

Giocatore fin da giovane nel Riccione, dopo una brillante carriera calcistica, con il Cesena (di cui divenne capitano a 25 anni) e Pisa in B, è tornato a Riccione, dapprima come giocatore, poi allenatore e infine come dirigente. Lo ricordano in particolar modo ad Ancona. Come direttore sportivo aveva portato dapprima i dorici in Serie B nel 1988 e poi in A nel 1992. Ha ricoperto il ruolo di Ds anche ad Empoli,  Ravenna e Padova. Si è spento questa notte nella sua abitazione di Riccione all’età di 75 anni.

I giornali locali il giorno dopo e i funerali.

A Camaiore aspettano invano: Il Riccione non è salito sul pullman

DA TRAGEDIA A FARSA Dopo aver atteso un’ora, il presidente locale dice: “La Federazione intervenga su queste società che mettono in difficoltà le altre squadre”

Riccione nel caos da quando il tecnico Arturo Di Napoli ha “mollato”

CAMAIORE  Comunale di Camaiore, ieri intorno alle 14.30, era insolitamente vuoto: nessuno sugli spalti, nessuno striscione bluamaranto, nessuno (o per lo meno, solo i pochi dirigenti della squadra di casa) al bar dello sta-dio. Ma, soprattutto, non c’era nessuno in campo: Camaiore-Riccione termina infatti 3-0 senza che le squadre (per la verità solo quella di casa) siano scese in campo dato che proprio la compagine romagnola, travolta dal caos societario, ha evitato di presentarsi all’appuntamento con i versiliesi. Dopo l’esonero (ma per la verità sono state delle dimissioni) del tecnico Arturo Di Napoli, è questo nuovo “ciclone” ad abbattersi sul Riccione. Sarà pur vero (annotano da Camaiore) che le voci di un “sabotaggio” alla gara di ieri circolava-no fin dalla giornata di sabato, ma nessun comunicato ufficiale è stato emanato né dalla società romagnola né dalla Federazione, tanto che negli spogliatoi del Comunale gli arbitri hanno atteso, chiacchierando in compagnia dei dirigenti e dei giocatori bluamaranto (tutti in divisa, come da regolamento, pronti per entrare in campo), i 45 minuti necessari dopo l’ora prestabilita per l’inizio della partita, per poter dichiarare ufficialmente la vittoria “a tavolino” per la squadra di casa. “Non è un atteggiamento da te-nere questo – ha dichiarato il presidente del Camaiore, Piergiorgio Dini -. Nonostante tutte le difficoltà che il Riccione sta attraversando, noi siamo stati costretti a mettere in moto tutta la ‘macchina operativa’ per niente. Bisognerebbe proprio che la Federazione fosse un po’ più rigida con le società che, di anno in anno, mettono in difficoltà le altre squadre con questi comportamenti”. Comprensibile la protesta del presidente Dini, ma – e torniamo sulla sponda adriatica – per la verità non si sapeva nulla di preciso neanche a Riccione, almeno fino a quando sabato mattina è stato evidente che non era stato prenotato il pullman per la trasferta, e neppure il ristorante per il pranzo. Che ormai la situazione societaria della Riccione Calcio 1929 (della quale, per la verità, si conosce appena i proprietari delle quote della srl, ma che nessuno ha mai visto nella Perla Verde, e ancora meno si capisce su chi ne abbia la gestione) faccia ridere, se non ci fosse da piangere sul fatto che il calcio così sparisce dalla città, non ci sono più dubbi. L’ex presidente Paolo Croatti – “traghettatore” (senza barca) – spera ancora che le feste natalizie faccia chiarezza nei rapporti tra l’amministratore Spinelli (per conto del gruppo Pieroni) e il gruppo Lupini, che prima di impegnarsi vuole “vedere le carte”, ovvero il bilancio, ma se per l’Epifania nella “calza” non arrivano fondi, Riccione – e ancora di più gli imprenditori riccionesi che da anni l’hanno abbandonata – non avrà più una squadra.

La Voce di Romagna