Arturo Di Napoli: “Ringrazio giocatori e tifosi”

Arturo Di Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ciao ragazzi!!! Trovare le giuste parole per descrivere il mio stato d’animo non renderebbe giustizia al reale pensiero di gratitudine e rispetto che nutro nei vostri confronti. Le difficoltà incontrate in questi mesi anziché sfaldarci, abbatterci e distruggerci, ci hanno fortificato, fatto crescere e migliorare non solo sotto l’aspetto tecnico-tattico ma sopratutto su quello umano. I calciatori vengono sempre descritti come viziati e mercenari, ma voi avete dimostrato in questi mesi l’esatto contrario, mettendo l’onore e la dignità davanti a tutto, anche al cospetto dei soldi. Avete dimostrato attaccamento non solo alla città che rappresentavate, ma al sottoscritto che nonostante tutto non vi ha dato respiro pretendendo il massimo sia nella settimana sia alla domenica per questo e per tanto altro ancora. A voi va il mio più sentito GRAZIE DI CUORE!!! Un grazie anche a tutti i tifosi. Quelli veri che ci hanno sostenuto e incitato per tutto il periodo. Un grazie speciale va a quei tifosi ormai non più giovanotti che hanno dato hai miei ragazzi il giusto tributo con una semplice pacca sulla spalla, una pacca dal grande significato fatto di gratitudine e rispetto, quello che forse qualcuno ha violato quotidianamente. Finisco per dire a tutti i miei ragazzi e lo faccio pubblicamente, che sono ORGOGLIOSO E FIERO DI ESSERE STATO IL VOSTRO ALLENATORE!!!!!!!”

Arturo Di Napoli e il suo staff.

Di Napoli: «Ho dato le dimissioni»

La decisione era nell’aria: «Non posso accettare lo smantellamento della squadra»

SAN COLOMBANO (Mi). Chiamarli eroi forse può essere persino riduttivo. Quella di ieri è stata una partita speciale per Arturo Di Napoli. Non tanto per il risultato, un 4-0 senza storia ma preventivabile alla vigilia visto che i biancazzurri si sono presentati con le riserve e alcuni Juniores. Piuttosto perché l’ex bomber di Inter e Messina ha deciso di rassegnare le dimissioni. Una scelta già nell’aria ma stavolta irrevocabile. La presenza del tecnico e della squadra in Lombardia dopo le tristi vicende dei giorni scorsi era stata messa a rischio, ma ancora una volta Re Artù si è dimostrato un grande professionista. «Non sarò più l’allenatore del Riccione, ringrazio tutti in particolare i ragazzi e i tifosi che sono stati encomiabili, parlare della partita penso sia superfluo, siamo scesi in campo con tanti ragazzini ma abbiamo dato l’animo». L’avventura di Di Napoli è durata 15 partite tra numerose peripezie, al momento non ci sono possibilità di revoca e predomina l’amarezza. «Quest’esperienza mi ha insegnato tanto, da parte di tutti c’è stato grande impegno, ma non c’erano più le condizioni per andare avanti, numerosi giocatori (Franzese, Spadafora, Palluzzi, Cavallari, Addario, Sposato, Caputo, Fortino, ndr) hanno manifestato l’intenzione di andarsene e va dato atto alla società che lo permetterà. Quindi non posso accettare lo smantellamento della squadra. Ai miei saluti ho visto i ragazzi piangere, owiamente mi dispiace molto, di fatto è una sconfitta, seguirà presto una mia lettera».

Corriere Romagna – 9 Dicembre

RE ARTU': “CHIUSA LA MIA ESPERIENZA”

“Questa è la mia ultima panchina: mi dimetto”

SAN COLOMBANO “Sono andato in panchina per l’ultima volta con il Riccione: da oggi non sono più l’allenatore”, con queste parole il tecnico Arturo Di Napoli presenta le sue dimissioni. Senza allenamenti da due settimane, senza società, senza certezze: non si può affrontare così un campionato di Serie D). Di Napoli, allenatore, ex giocatore di Serie A, sta cercando di dare il massimo e soprattutto il buon esempio. “Quando l’allenatore non ha un campo per poter allenare, allora non può più svolgere il proprio lavoro. Si chiude un’esperienza umana che mi porterò sempre dietro. Contro il San Colombano siamo scesi in campo con una squadra piena di Juniores. La partita non ha avuto storia, per noi era solo importante onorare l’impegno. Da oggi, però, non vorrei più parlare del Riccione”. In quattro mesi al tecnico non è mai stato presentato il presidente: “Abbiamo cercato in tutti i modi di salvare il salvabile, i ragazzi hanno dimostrato di non essere mercenari arrivando a dicembre con la disponibilità a risolvere i problemi. Così non si gestisce una società e non si fa sport”.

La Voce di Romagna – 9 Dicembre

Di Napoli è stufo: “La società è ‘sparita’. E non ci alleniamo da due settimane.”

“Chi vuol esser lieto sia: del doman non v’è certezza”. Certo, scomodare Lorenzo De’ Medici, detto il Magnifico, per una sfida di Serie D può sembrare esagerato, ma quel che sta accadendo a Riccione è davvero riassunto in una frase di oltre 500 anni fa. Perché è persino in dubbio che giocatori e staff arrivino domani a San Colombano.
«Il giocattolo si è rotto – tuona il tecnico Arturo Di Napoli, ex attaccante dell’Inter, quasi 200 reti in carriera tra Serie A e B -. Sono due settimane che non ci alleniamo: domenica scorsa abbiamo fatto uno sforzo immane andando a Chioggia (sconfitta per 2-0, nda), ma mi viene difficile pensare che potremo affrontare un’altra trasferta, anche solo a livello fisico. I ragazzi hanno accusato parecchi infortuni nella scorsa partita, e vorrei ben vedere senza allenamenti». Nei mesi scorsi gli atleti sono stati più volte sfrattati dai residence, due settimane fa hanno trovato gli spogliatoi dei campi di allenamento chiusi a chiave per il mancato pagamento dell’affitto, e domenica scorsa nella trasferta di Chioggia i romagnoli sono stati costretti a giocare con le maglie del Bellaria Calcio per la mancanza di materiale tecnico. Un teatro dell’assurdo, e del sodalizio biancazzurro non si fa più vivo nessuno da tempo. «Io sono rimasto qui solo per tutelare i ragazzi, che stanno vivendo una condizione assurda. In 15 o 16 vorrebbero essere svincolati ma non sanno a chi dirlo, qui non c’è più nessuno. La situazione varia di ora in ora». Nonostante le difficoltà, la squadra è riuscita a rimanere a galla sul campo. Con 12 punti in 15 partite i romagnoli sono in piena lotta per la salvezza: «I ragazzi sono stati esemplari fino a questo momento – continua Di Napoli-, ma ora basta, anche le istituzioni devono fare qualcosa».

Aldo Negri
Il Cittadino di Lodi

Tambone: “Senza soldi non si va lontano”

CONSULENTE Rivela chi ha le quote della Riccione Calcio 1929 srl, ha fatto iscrivere la squadra, ma non è stato pagato.

Forse il suo nome non dirà molto ai tifosi del Riccione Calcio, ma di sicuro ricorreva spesso dentro la società poiché dal mese di ottobre del 2012 è il consulente di diritto sportivo per i dirigenti bianco-celesti. Parliamo di Giuseppe Tambone, che da quel momento ha iniziato una collaborazione nella quale ha pensato soprattutto a dipanare i problemi legati alle vertenze, ai tesseramenti e alla gestione del problemi squisitamente “amministrativi” e giuridici. Un lavoro, fatto anche di non poche trasferte e spese sostenute, con parcelle in parte ancora da saldare e che sono già in mano ai giudici per una vertenza in atto. “Capisco la situazione del tecnici, dei suoi collaboratori e dei giocatori, ma anche io mi posso considerare una dei maggiori ‘finanziatori’ del Riccione Calcio poiché ho messo a disposizione della società tempo, lavoro e spese. Posso vantare, senza tema di essere smentito, che se il Riccione Calcio si è iscritto a questo campionato lo deve soprattutto al mio lavoro. Infatti c’erano oltre 120mila euro di vertenze, per tesserati non pagati, che avrebbero reso impossibile l’iscrizione alla serie D. Purtroppo so che questi stipendi arretrati sono ancora da saldare e peseranno come una spada di Damocle nella gestione societaria dei prossimi mesi”, precisa Tombone. Per quanto è a sua conoscenza, come stanno ora le cose dentro la società Riccione Calcio? “Detto che sono in pratica uscito da un paio di mesi, stanco di lavorare gratis, i fatti che leggo sui quotidiani mi dicono come le cose siano purtroppo peggiorate. Quando c’era io dovevo badare soprattutto ai problemi con i tesserati, ora leggo che ce ne sono non pochi anche con i fornitori e chi gestisce il campo sportivo. Per una società alla lunga diventa impensabile non ridurre man mano i propri debiti. Qui invece sembra sia il contrario. Il rischio del fallimento non è poi tanto difficile per questo tipo di srl calcistica”. Ma chi è il vero proprietario del Riccione Calcio‘? “Diciamo che la composizione societaria Riccione calcio 1929 srl è cosi: il 75% è della Virginia Yachts sas, il 10% di Lauro Galli, 5% Giorgio Bonardi e il 10% di due cittadini albanesi. Da quando sono arrivato conosco l’intenzione della Virginia sas di cedere la propria quota di maggioranza. Proprio per favorire questa cessione, nel dicembre di un anno fa furono rinnovati gli organi direttivi della Riccione Calcio e Giovanni Spinelli venne nominato amministratore unico. Il mandato a vendere faceva venire a galla nomi altisonanti di imprenditori disponibili ad acquistare, ma non se n’è mai fatto nulla”. In città, più terra terra, si cerca di capire chi è l’effettivo gestore del titolo del Riccione Calcio 1929. Lei è in grado di svelare tale mistero? “Ufficialmente è affidata a Spinelli, con la consulenza di Ermanno Pieroni. Tesserati, fornitori e collaboratori credo abbiano conosciuto solo loro due. Altri nome e facce non ne conosco neanche io”. C’è speranza che si arrivi a fine campionato, o le risorse di questi gestori sono già al lumicino? “Non so dove possono arrivare, però l’attuale situazione della società è tale che ogni ipotesi di salvezza deve passare necessariamente per un abbattimento dell’ammontare dei debiti, soprattutto perché diventeranno a breve quasi tutti esecutivi. Chi vorrà gestire la società dovrà mettere mano al portafogli. Non vedo altra via di uscita. Per questo sono molto rammaricato poiché lo scorso campionato degli splendidi giocatori, e lo staff tecnico. fecero un autentico miracolo salvando la squadra. Poi quasi tutti sono stati costretti a ricorrere alla Figc per cercare di avere in contanti quanto più che meritato sul campo”, conclude Giuseppe Tambone. (epi)

FEDERAZIONE SE CI SEI, FATTI VEDERE E VALERE Intorno al Riccione Calcio aleggia poca passione e ancor meno tifosi (e questo ne fa una “società appetibile”), ma par di capire che non mancano interessi. Non vorremmo suggerire nulla alla Federazione, ma cercare di capire che che “interesse hanno” Spinelli e Pieroni nel gestire una squadra di cui non hanno la proprietà dei cartellini dei (tutti) giovani giocatori è il minimo che si possa fare. Inoltre la Federazione intervenga, mese dopo mese, per controllare il regolare pagamento almeno dei rimborsi spesa. Sugli altri debiti (residence, ristorante e affitto del campo) alla fine provvederanno i giudici.

La Voce di Romagna – 6 Dicembre

Campionato Juniores: Per Riccione-Fano non disputata 1500 euro di multa.

Gara del 30/11/2013 RICCIONE CALCIO 1929 – ALMAJUVENTUS FANO1906

Il Giudice Sportivo, – rilevato dagli atti ufficiali che la gara non è stata disputata per la mancata presentazione sul terreno di gioco del RICCIONE CALCIO 1929 entro il tempo regolamentare di attesa; – considerato che tale mancata presentazione non risulta essere stata né giustificata né motivata; – visti gli art.17 del C.G.S. e 53 delle N.O.I.F.;

Delibera: 1) di comminare alla società RICCIONE CALCIO 1929 la punizione della gara col punteggio di 0-3, nonché la penalizzazione di punti 1 in classifica e l’ammenda di € 1.500 quale seconda rinuncia.

Di Napoli dice basta: “In settimana le dimissioni”

RICCIONE NEL CAOS – Il tecnico dichiara la sua avventura arrivata al capolinea:”Dispiace, ma c’è un limite a tutto. Anche i ragazzi non ne possono più. Ritornare sui miei passi? Se magari Moratti volesse acquistaci…”

RICCIONE Arturo Di Napoli avrà pensato dentro di sé: “Ma chi me l’ha fatto fare?”.  Dal suo arrivo in estate alla guida del Riccione Calcio ne sono successe di tutti i colori: rinforzi promessi  e mai arrivati, giocatori sballottolati da un residence all’altro, stipendi pagati a singhiozzo e persino l’intervento dei carabinieri per consentire ai giocatori di raccogliere i loro effetti personali lasciati all’interno di un campo d’allenamento diventato improvvisamente off limits.
Di Napoli, le era mai capitato di trovarsi in una situazione del genere?
“Prima d’ora mai. A volte mi sembra di essere su ‘Scherzi a parte’. Ma le pare normale preparare una partita di campionato, come quella di domenica contro la Clodiense, senza avere la possibilità di allenarsi almeno una volta perchè manca il campo? Addirittura siamo scesi in campo con le divise del Bellaria, perchè le nostre sono rimaste ‘sequestrate’ all’interno del Nicoletti. Se tutto questo non le sembra assurdo…”
Divise fatevi recapitare dal nuovo traghettatore societario Paolo Croatti.
“Così mi è stato detto. Non so se ci sia una trattativa in corso per il passaggio di proprietà, ma sino a prova contraria il unico referente resta Giovanni Spinelli”.
Nonostante tutto, i suoi ragazzi hanno dato prova di grande impegno e serietà, sfoderando un’altra prestazione gagliarda.
“A loro non posso davvero rimproverare nulla, si sono comportati da veri professionisti. Però anche loro, come me, sono esasperati da tutto quello che sono stati costretti a subire in questi mesi e credo che continuare così non sia giusto per nessuno.”
Sta forse dicendo che ha intenzione di dimettersi?
“I presupposti per restare non ci sono più. Un tecnico che non può allenare che tecnico è? Si rende conto che non sono mai riuscito a parlare di calcio? C’è un limite a tutto. In settimana rassegnerò le dimissione, ma prima pretendo dal club delle garanzie per i miei giocatori”.
Può spiegarsi meglio?
“Chiederò alla società che chiunque dei miei giocatori voglia andarsene possa ottenere lo svincolo necessario. Questi ragazzi sono stati fin troppo pazienti, è giusto che se chiedano di essere liberati la società li accontenti”.
Se il club le desse precise garanzie, potrebbe ritornare sui suoi passi?
“Non sono abituato a ragionare sui ‘se’ e sui ‘ma’. Posso dirle che se Moratti volesse acquistarci, forse…Al di là delle battute, non credo sia possibile. Ormai il Riccione Calcio è terra di nessuno.
Più volte ha richiesto l’intervento dell’amministrazione comunale. Richieste rimaste inascoltate: si è sentito abbandonato?
“Avevo richiesto l’intervento dell’attuale amministrazione, così come quello dell’Aic o della Lega Nazionale Dilettanti, ma tutti hanno taciuto. Evidentemente, il futuro del Riccione Calcio non interessa a nessuno. Dispiace, ma i fatti parlano chiaro”.

Lorenzo Abbati
La Voce di Romagna